Il certificato medico tra tutela degli atleti e responsabilità dei presidenti

Fisco
17 dicembre 2014

di Enrico Savio – Commercialista, Migliorini Raffaele – Medico

La tutela della salute degli atleti viene considerata dal nostro legislatore come un diritto fondamentale al quale garantire una piena e completa garanzia. Tale fattispecie, disciplinata già dai primi anni ’80 (D.M. Sanità 18/02/82 – Attività agonistica, D.M. Sanità 28/02/83 – Attività non agonistica), è stata recentemente oggetto di un radicale intervento di riordino ad opera del Ministero della Salute (D.M. 24.04.13) seguito poi da alcune modifiche e chiarimenti.

 

Per tale motivo, all’atto dell’iscrizione o avvio delle attività sportive,praticate non in forma amatoriale, il certificato medico dovrà necessariamente essere “esibito all’incaricato della struttura o del luogo presso cui si svolge l’attività e conservato in tali sedi in copia fino alla data di validità o fino allacessazione dell’attività stessa”.

Il legislatore, infatti, ha previsto l’obbligo di presentazione della certificazione medica da parte dell’atleta, giustamente, prima dell’avvio dell’attività sportiva in modo da permettere ai soggetti organizzatori della manifestazione e/o ai presidenti delle associazioni/società sportive di riferimento di verificare anticipatamente l’idoneità fisica dello sportivo da tesserare e/o partecipante alla gara ciclistica.

L’obbligo di visita medica annuale sussiste sia per gli sportivi non agonisti che per quelli agonisti: essendo considerato “sportivo non agonista” colui che svolge attività organizzata dal CONI, da società (e associazioni) sportive affiliate alle Federazioni sportive nazionali, alle Discipline associate, agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI, che non siano considerati atleti agonisti ai sensi del decreto ministeriale 18 febbraio 1982 vi rientrano appieno gli atleti tesserati FCI.

I soggetti ai quali potersi rivolgere per richiedere la certificazione per l’attività sportiva non agonistica potranno essere:

–          Il proprio medico di base o pediatra di libera scelta;

–          un medico specialista in medicina dello sport;

–          un medico appartenente alla Federazione medico sportiva italiana del Comitato Olimpico Nazionale Italiano.

Si ricorda che, fatta eccezione per il medico di medicina sportiva e per quelli appartenenti alla Federazione medico sportiva riconosciuta dal CONI, non è ammesso che lo sportivo si possa rivolgere ad un qualsiasi medico o pediatra che non sia il proprio.

Pertanto, non sarà possibile per le associazioni e società sportive dilettantistiche, stipulare un accordo con un unico medico al fine di visitare tutti i propri atleti se non appartenente a queste due ultime categorie.

Importante sottolineare che per il rilascio del certificato in oggetto sarà necessario procedere con l’anamnesi e l’esame obiettivo, completo di misurazione della pressione arteriosa, un elettrocardiogramma a riposo, debitamente refertato,  (almeno una volta nella vita) ed un elettrocardiogramma basale debitamente refertato con cadenza annuale per gli atleti over 60 che presentano altri fattori di rischio cardiovascolare nonché per coloro che, a prescindere dall’età, presentano patologie croniche conclamate comportanti un aumentato rischio cardiovascolare.

Inoltre, il certificato medico rilasciato (che ha validità annuale dalla data della sua sottoscrizione) non potrà sostanziarsi in una generica e quanto mai vaga dichiarazione del sanitario circa la “sana e robusta costituzione” dell’atleta ovvero di “buona salute” dovendosi compilare un apposito schema previsto dal D.M.  (Ministero della Salute) del 08/08/14.

Tutto ciò premesso, quindi, i presidenti delle associazioni e società sportive ciclistiche non potranno far svolgere nessun tipo di attività sportiva ai propri atleti fintanto ché gli stessi non abbiano presentato tale certificato medico .

In caso contrario qualsiasi responsabilità civile e penale in caso di infortunio o decesso degli atleti legati a situazioni riscontrabili in sede di visita medica ricadranno in capo ai soggetti di cui sopra.

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