AVVISO IMPORTANTE – Certificato penale: i chiarimenti del Ministero di Savio Dott. Enrico

Fisco
4 aprile 2014

“Aiuto aiuto, è scappato il leone!” gridavano.. mai questa frase è più attuale: a pochi giorni dall’entrata in vigore del D.Lgs 04 marzo 2014, n. 39, (che prevede l’obbligo per qualsiasi “datore di lavoro” di richiedere, a partire dal 06 aprile, ad ogni soggetto che l’associazione intenda impiegare nello svolgimento di attività professionali o volontarie aventi contatti diretti e regolari con minori, il certificato penale del casellario giudiziale al fine di verificare che tali lavoratori non presentino condanne per reati contro i minori) un Nota ministeriale cambia le “regole del gioco”.

Tale adempimento, tuttavia, difficilmente eseguibile entro il termine previsto (data anche l’attuale impreparazione di molti Tribunali privi di indicazioni in merito) aveva sollevatorilevanti proteste da parte degli operatori sportivi e non.
Per tali motivi, il Ministero di Giustizia, ieri sera è intervenuto sull’argomento chiarendo alcuni punti:
– l’obbligo di tale adempimento sorge soltanto qualora tra il datore di lavoro ed il lavoratore vi sia un contratto di lavoro (dipendenti, amministratori retribuiti con cedolino paga, altri collaboratori a pagamento);
– l’obbligo non sorge, invece, ove l’ente si avvalga di forme di collaborazione che non si qualificano come rapporto di lavoro e che non siano retribuite (volontari, percipienti compensi sportivi dilettantistici, ecc).
Lo stesso Ministero sottolinea come le associazioni che si avvalgono dell’opera di volontari realizzano un rapporto che è estraneo a quello di lavoro così come inteso nella norma: quindi, ciò che conta, è che non sia riconosciuto un compenso al lavorato in cambio della sua prestazione!
Infine, si ricorda che, visti i tempi (lunghi) per ottenere tale certificato, pare opportuno, in ogni caso, che il datore di lavoro richieda al lavoratore retribuito una dichiarazione sostitutiva di certificazione, circa l’assenza a suo carico di condanne per i reati di cui agli articoli 600-bis (prostituzione minorile), 600-ter (pornografia minorile), 600-quater (detenzione di materiale pornografico), 600-quinquies (iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile) e 609-undecies (adescamento di minorenni) del codice penale, ovvero dell’irrogazione di sanzioni interdittive all’esercizio di attività che comportino contatti diretti e regolari con minori.
A parere dello scrivente, visti gli obbiettivi della norma, anche se il certificato penale non sarà più obbligatorioper i volontari, pare opportuno, per tutti i Presidenti della Associazioni affiliate alla FCI, richiedere loro una autocertificazione di non aver commesso nessuno di questi reati, con l’unico fine di tutelare i nostri atleti!